Piano Electrolux: 902 esodi e 100 milioni in Italia
L'accordo prevede oltre 100 milioni di euro di investimenti e una produzione di circa 3,2 milioni di pezzi annui a fine piano.
Il governo ha raggiunto un’intesa sul nuovo piano industriale di Electrolux, annunciata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al termine di 30 ore di confronto serrato al Mimit con l’azienda e le organizzazioni sindacali, iniziato il 2 novembre e proseguito senza sosta anche durante la notte. L’accordo prevede oltre 100 milioni di euro di investimenti e una produzione di circa 3,2 milioni di pezzi annui a fine piano. Rispetto ai 1.719 esuberi inizialmente annunciati dall’azienda, il piano industriale Electrolux definisce un massimo di 902 uscite, da gestire esclusivamente su base volontaria e incentivata, con il sostegno degli ammortizzatori sociali.
Cosa cambia per gli stabilimenti italiani di Electrolux
L’intesa conferma il ruolo strategico degli stabilimenti italiani del gruppo svedese degli elettrodomestici. A Porcia si amplia il portafoglio prodotti, consolidando le produzioni di lavatrici e lavasciuga su entrambe le piattaforme. Confermati anche gli investimenti e le prospettive produttive degli stabilimenti di Susegana, Solaro e Forlì.
Per Cerreto d’Esi è previsto il mantenimento della produzione. I volumi resteranno in linea con quelli attuali e con la media degli ultimi anni. L’obiettivo è individuare una soluzione di reindustrializzazione a tutela dei 149 lavoratori. Il Ministero del Lavoro sarà coinvolto per individuare gli ammortizzatori sociali più adeguati, affiancati da percorsi di formazione e riqualificazione professionale.
Le dichiarazioni del governo
Urso ha presentato l’accordo come il risultato del confronto con l’azienda e i sindacati. «Abbiamo raggiunto l’obiettivo: un accordo che tutela i lavoratori e salvaguarda tutti gli stabilimenti di Electrolux in Italia», ha dichiarato il ministro. Sono previsti oltre 100 milioni di euro di investimenti. Serviranno a garantire prospettive produttive di lungo periodo. Il sottosegretario con delega alle crisi d’impresa, Fausta Bergamotto, ha parlato di «una lunga maratona di 30 ore». Ha definito la firma dell’accordo «un passaggio significativo». Ha aggiunto che è «un risultato importante per tutte le parti coinvolte».
Sono soddisfatto che finalmente si sia chiuso l’accordo con Electrolux: il passaggio dagli esuberi previsti ad un numero nettamente inferiore di uscite volontarie e incentivate ha permesso di evitare quello che sarebbe stato un vero e proprio disastro sociale
L’ha affermato il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, soddisfatto per la chiusura dell’accordo dopo mesi di trattative.
Il fronte europeo sul settore elettrodomestico
Secondo il Mimit, l’intesa è anche il frutto della battaglia condotta dal governo in Europa a difesa del settore dell’elettrodomestico. Con il non-paper sostenuto da Francia, Germania, Polonia, Spagna e Slovacchia, l’Italia ha chiesto un piano europeo per il comparto, a tutela delle produzioni dalla concorrenza sleale e a sostegno degli investimenti.
Secondo il ministero, la disponibilità della Commissione ad agire su queste proposte ha contribuito a riaprire il confronto con Electrolux su nuove basi. Ha inoltre creato le condizioni per la revisione del piano industriale. Urso ha aggiunto: «Difendere il lavoro significa creare le condizioni perché le imprese continuino a produrre e investire in Italia. È ciò che chiediamo all’Europa per l’intero settore: ora agli impegni della Commissione devono seguire misure concrete».
Gli ammortizzatori sociali e i prossimi passi
Il punto ancora aperto riguarda la gestione delle 902 uscite volontarie, che passerà per gli ammortizzatori sociali. Il Ministero del Lavoro è chiamato a individuare gli strumenti più adeguati, affiancati da percorsi di formazione e riqualificazione professionale per i lavoratori coinvolti. A Cerreto d’Esi lavorano 149 persone. Il futuro del sito dipende dalla soluzione di reindustrializzazione ancora da definire. Nel frattempo la produzione resta ai volumi attuali. Gli investimenti annunciati per gli altri siti, Porcia, Susegana, Solaro e Forlì, sono confermati. L’obiettivo dichiarato è garantire prospettive produttive di lungo periodo in Italia.
Fonti:
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