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Industria Italiana Summit 2026: l'AI dal laboratorio al reparto

Chi gestisce una fabbrica sa che le promesse tecnologiche arrivano più in fretta dei risultati. Il manifatturiero italiano ne ha viste molte.

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Redazione AI Manifattura
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Tecnologie
Industria Italiana Summit 2026: l'AI dal laboratorio al reparto

Chi gestisce una fabbrica sa che le promesse tecnologiche arrivano più in fretta dei risultati. Il manifatturiero italiano ne ha viste molte. Dal 24 al 26 novembre il Industria Italiana Summit 2026 mette intorno allo stesso tavolo chi costruisce le tecnologie e chi deve farle funzionare in reparto, in tre giornate online dedicate a industria, B2B tech ed energia. Tra i protagonisti ci sono Alessandro De Biasio, amministratore delegato di Cefriel. Presenti anche Samuele Gallazzi di Autodesk, Stefano Venchi di EY, Giacomo Coppi di Sap e Stéphane Poggi di Microcity. Il filo che li lega è uno: come trasformare l’intelligenza artificiale in vantaggio operativo concreto, non in esperimento chiuso in un armadio.

Dalla ricerca al reparto: Industria Italiana incontra Cefriel

De Biasio guida Cefriel, centro di innovazione digitale fondato nel 1988 su iniziativa del Politecnico di Milano. La società lavora sull’integrazione tra ricerca e industria, con competenze che vanno dall’intelligenza artificiale all’Internet of Things, dalla gestione dei dati alla cybersecurity. Il punto centrale è esplicitato senza giri di parole: trasformare le tecnologie in soluzioni utilizzabili dalle imprese. Per il manifatturiero significa valorizzare i dati generati dagli impianti, sviluppare applicazioni di AI e affrontare le esigenze di sicurezza delle infrastrutture digitali.

Il messaggio per un titolare di PMI è chiaro. Le competenze tecnologiche e la conoscenza dei processi devono procedere insieme. Un progetto di manutenzione predittiva che ignora come funziona davvero la linea produttiva resta un prototipo. Il valore nasce quando chi conosce il reparto scrive le regole insieme a chi scrive il codice.

Software che segue il prodotto: dal disegno alla logistica

Gallazzi segue la trasformazione digitale delle imprese manifatturiere per Autodesk, multinazionale specializzata in software per progettazione, ingegneria e produzione. La sua esperienza tocca Big Data, Internet of Things e Smart Factory. La trasformazione che descrive cambia il ruolo del software. Il software non serve più soltanto a progettare. Accompagna l’intero ciclo di vita del prodotto, dalla simulazione alla produzione. Con piattaforme come Autodesk Fusion, dati e processi vengono integrati, mentre l’AI apre possibilità nella progettazione generativa e nell’automazione.

Dall’altra parte della catena c’è Coppi, che guida in Sap Italia le attività dedicate alla supply chain. Il gruppo tedesco sviluppa soluzioni per collegare progettazione, approvvigionamenti, pianificazione, produzione e logistica. Le imprese devono oggi affrontare oscillazioni della domanda, rischi geopolitici e complessità delle reti di fornitura. Le piattaforme gestionali collegano informazioni provenienti da funzioni e aziende diverse, mentre l’AI aiuta ad anticipare le criticità e migliorare la pianificazione. È il modello della fabbrica connessa, dove i dati accompagnano le decisioni lungo l’intero ciclo industriale.

Il nodo organizzativo: dove i progetti si inceppano

Venchi porta il punto di vista di chi deve far funzionare questi progetti. È partner di EY Technology Consulting e responsabile della practice Sap in Italia. Si occupa di programmi complessi di trasformazione digitale. Presta attenzione specifica alla capacità delle imprese di tradurre gli investimenti tecnologici in cambiamenti organizzativi concreti. È qui che molti progetti di AI in produzione mostrano i limiti. Chi li sponsorizza guadagna dashboard e pianificazioni più precise, ma l’integrazione con i sistemi MES ed ERP esistenti richiede tempi e risorse spesso sottovalutati. La formazione degli operatori è un costo reale, non un dettaglio.

La sfida non è la tecnologia, ma la capacità di superare la fase della sperimentazione e portare l’innovazione nei processi operativi.

Chi resta indietro, in genere, non perde per mancanza di algoritmi. Perde perché il gestionale resta uno strumento amministrativo invece di diventare il sistema che collega produzione, acquisti, logistica, finanza e dati. E perché nessuno ha investito sul change management. Un progetto che non cambia l’organizzazione non cambia i risultati.

Il confronto europeo e le nuove filiere

Accanto ai fornitori di tecnologia c’è chi costruisce ecosistemi. Poggi guida dal gennaio 2026 Microcity, il polo dell’innovazione del Cantone svizzero di Neuchâtel, che mette in relazione imprese, startup, università e centri di ricerca. Il territorio ha una lunga tradizione nella meccanica di precisione e nelle microtecnologie. Il polo accompagna le imprese nella digitalizzazione industriale e nelle tecnologie mediche. Il suo responsabile ha oltre 25 anni di esperienza manageriale. Questa è stata maturata tra il gruppo InfoTeam e la manifatturiera Felco. Il modello punta ad accorciare la distanza tra ricerca, prototipazione e industrializzazione. È un riferimento per le imprese italiane che cercano collaborazione tecnologica e internazionalizzazione.

Il Summit affronterà anche le due filiere che stanno muovendo l’industria. I Data Center sono diventati una vera industria e coinvolgono costruzioni, energia, semiconduttori, sistemi di raffreddamento e software. Aerospace & Defence presenta la domanda aperta su quali imprese potranno entrare nelle filiere e quali competenze saranno richieste. Ad aprire i lavori sarà Romano Prodi, già presidente del Consiglio e della Commissione Europea. Prodi terrà un dialogo sul futuro dell’industria a partire dal problema energetico. Segue una plenaria con l’economista Patrizio Bianchi e con Marco Taisch. Taisch è docente del Politecnico di Milano. È anche presidente del Competence Center MADE 4.0 e della Fondazione MICS.

Per chi guida uno stabilimento, la domanda non è se adottare AI, robotica, Digital Twin o cybersecurity industriale. La domanda riguarda in quale ordine e con quali priorità. Una sola iscrizione dà accesso a tutte e tre le giornate, con gli incontri disponibili on demand a conclusione della manifestazione. Le altre presenze annunciate vanno da Lorenzo Greco di Cegeka Italia a Mauro Terraneo di Celonis Italia. Comprendono Giacomo Coppi di Sap e Mirco Mariani di TXT Industrial. Include anche la delegazione svizzera con Jacopo Volpato e Kaspar Zimmerli. Altri nomi saranno resi noti nei prossimi giorni. La partita che si decide tra novembre e il 2027 è chi saprà trasformare le tecnologie in processi che funzionano davvero in reparto.

Fonti:

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