Industria Italiana Summit 2026: AI, supply chain e nuove filiere a confronto
La supply chain non è più solo qualcosa da rendere più efficiente: determina resilienza, produttività e competitività dell'impresa.
Ogni trasformazione industriale arriva prima nelle conferenze che nei reparti. A volte tre interpreti di filiere diverse si trovano allo stesso tavolo, come il software gestionale, l’aerospazio e l’ingegneria delle infrastrutture. In quel caso il quadro che ne esce vale più delle singole presentazioni. Dal 24 al 26 novembre 2026 l’Industria Italiana Summit riunisce online imprenditori, manager ed esperti. L’obiettivo è ragionare su dove si giocheranno le partite dell’industria, del B2B tech e dell’energia. Tra i protagonisti ci sono Giacomo Coppi, Head of Supply Chain di Sap Italia. Ci sono inoltre Fabio Ortalli, Managing Director di Pace Aerospace & IT del Gruppo TXT. Infine partecipa Matteo Pelli, Direttore Tecnico di Aicom. Tre punti di vista su una stessa domanda: come si traduce l’intelligenza artificiale in vantaggio concreto per chi produce.
La supply chain non è più una funzione di supporto
Il punto di partenza di Coppi è un cambio di prospettiva che molte PMI faticano ancora a metabolizzare. La supply chain non è più solo qualcosa da rendere più efficiente: determina resilienza, produttività e competitività dell’impresa. Sap lavora su piattaforme integrate che collegano pianificazione ed execution lungo tutta la catena del valore. Questo comprende dalla progettazione del prodotto alla produzione, fino alla logistica e all’assistenza. L’AI entra in questi processi, ma con una condizione precisa: deve poter contare su dati affidabili, condivisi e contestualizzati. Per un titolare di PMI questo significa una cosa precisa. Prima di parlare di algoritmi va risolto il problema dei dati sparsi tra ERP, MES e fogli di calcolo.
L’AI in fabbrica non parte dall’algoritmo: parte dalla qualità dei dati che ha a disposizione.
È lo stesso discorso che vale per l’aerospazio, dove Ortalli conosce il tema dall’interno. È entrato in Txt nel 2010 come software engineer. Dal 2021 guida Pace Aerospace & IT. Questa società ha sede a Berlino ed è nata nel 1995 come spin-off universitario. Pace lavora in nicchie ad alto contenuto tecnologico lungo tutto il ciclo di vita dell’aeromobile. Progettazione preliminare, configurazione del prodotto, analisi delle performance, flight operations fino alle applicazioni di Extended Reality. Partecipa anche a programmi finanziati dall’European Defence Fund, insieme a grandi aziende e centri di ricerca europei. Anche qui il modello è lo stesso: software e ingegneria crescono insieme, non uno al posto dell’altro.
Le nuove filiere: Data Center e Aerospace & Defence
Il Summit dedica attenzione ai due filoni che stanno muovendo settori apparentemente lontani. I Data Center stanno diventando una vera industria e alimentano un’economia che coinvolge costruzioni, energia, cavi, semiconduttori, sistemi di raffreddamento, trasformatori e software. Aerospace & Defence apre una partita che riguarda una parte importante della manifattura italiana. Si deve capire quali imprese potranno entrare nelle filiere e quali competenze saranno richieste. Bisogna anche vedere quali nuovi mercati potranno nascere. Per Ortalli la risposta passa dall’esperienza di chi già opera nel settore: l’ingresso nelle filiere aerospaziali si costruisce su specializzazione, non su scala.
Qui entra in gioco l’esperienza di Pelli. In Aicom dal 2008 ha ricoperto il ruolo di responsabile della progettazione degli impianti. Dal 2020 è Direttore Tecnico. Ha sviluppato una specializzazione nei sistemi elettrici e di sicurezza per infrastrutture complesse e critiche. Aicom è una società di ingegneria fondata nel 1990, attiva nella progettazione multidisciplinare di opere civili in Italia e all’estero. Il suo contributo al Summit riguarda un punto che ai data center somiglia molto più di quanto sembri. Ingegneria, impianti, sicurezza e continuità operativa vanno progettati come un unico sistema. È una lezione che vale anche per chi riconverte o amplia uno stabilimento.
Energia: costo da contenere, filiera da costruire
Un capitolo centrale del Summit sarà dedicato all’energia, considerata insieme come costo per le imprese e opportunità industriale. Efficienza, approvvigionamenti e nuovo nucleare saranno affrontati anche come possibili motori di nuove filiere per software, AI, automazione e componentistica. È il legame che spiega perché i tre temi del Summit non sono separati. I data center consumano energia. L’aerospazio richiede componentistica certificata. Le fabbriche che vogliono adottare l’AI hanno bisogno di infrastrutture elettriche e di sicurezza progettate bene. L’energia è il punto dove tutte le filiere si incrociano.
Ad aprire i lavori sarà Romano Prodi, già presidente del Consiglio e della Commissione Europea. Egli sarà in dialogo sul futuro dell’industria italiana ed europea. Il discorso partirà proprio dal problema energetico. Segue una plenaria con Patrizio Bianchi, economista industriale ed ex ministro dell’Istruzione. Partecipa anche Marco Taisch del Politecnico di Milano. Egli è presidente del Competence Center MADE 4.0 e della Fondazione MICS. Accanto a loro ceo, imprenditori, accademici e rappresentanti delle associazioni, insieme a grandi protagonisti tecnologici come Cisco e Microsoft.
Cosa resta da chiarire
Restano domande aperte che il Summit non può chiudere in tre giorni. La prima riguarda i costi nascosti. Integrare l’AI con MES ed ERP esistenti e formare gli operatori è spesso più impegnativo del beneficio promesso. Chi integra i sistemi guadagna molto più di chi compra la licenza. La seconda riguarda la distribuzione dei guadagni. Le grandi imprese di software e ingegneria hanno già competenze integrate. Molte PMI rischiano invece di restare fornitrici di componenti. Esse non accedono così alle nicchie più remunerative. La terza riguarda le competenze: sia l’aerospazio sia le infrastrutture complesse chiedono profili che il sistema italiano forma ancora troppo poco.
La partecipazione al Summit è gratuita: basta registrarsi per accedere alle tre giornate e rivedere gli incontri on demand. La vera verifica, però, arriverà dopo, quando gli imprenditori torneranno in reparto e dovranno decidere quale filiera finanziare e quale competenza costruire. Il 2027 sarà la prova.
Fonti:
Lead path · valutazione con Junto
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