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Smiro, il magazzino data-driven di Eldeco: +50% di produttività dichiarata

Eldeco Elettronica porta Smiro nel magazzino data-driven: l'azienda dichiara fino al +50% di produttività logistica e fino al 70% di spazio recuperato.

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Redazione AI Manifattura
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Casi reali
Smiro, il magazzino data-driven di Eldeco: +50% di produttività dichiarata

Contenuto basato su comunicati stampa delle organizzazioni citate.

Eldeco Elettronica è un’azienda torinese attiva da quarant’anni nel settore dell’elettronica. Ha sviluppato Smiro, un sistema che traccia posizione e movimenti di ogni materiale e rende il magazzino un magazzino data-driven. La tecnologia è protetta dal brevetto europeo EP 3 018 080 B1, di cui Giuseppe Brizzo è l’inventore. Secondo i dati diffusi dall’azienda e riportati da Industria Italiana, nei contesti in cui è stato applicato il sistema ha registrato fino al +50% di produttività logistica del personale e un incremento minimo del 40% della capacità spaziale. Sono numeri dichiarati dal fornitore, non misurati da terzi.

Il costo nascosto del magazzino nelle imprese italiane

Secondo il Logistics Cost Monitor della LIUC, la logistica pesa in media circa il 10% sulle vendite delle imprese italiane, e il 40% del costo logistico riguarda il magazzino: spazi, addetti e oneri finanziari legati alle scorte.

Il problema più insidioso, secondo l’azienda, sta nelle correzioni inventariali. Sono la manifestazione contabile di un disallineamento tra le scorte registrate e la loro effettiva disponibilità. Quando lo scarto emerge, l’impresa può aver già riacquistato materiali che possedeva, speso ore nella ricerca, lasciato stock inutilizzati o programmato la produzione su disponibilità che nella realtà non c’erano.

Come funziona Smiro

Smiro lavora su questo scarto tra stock teorico e stock reale. La piattaforma associa ogni materiale alla propria posizione e ne registra le movimentazioni lungo il processo logistico e produttivo, attraverso tag luminosi, sonori e cartacei, scanner e altri strumenti di lettura.

Per chi ha già un sistema informativo, il punto è l’integrazione. Secondo Eldeco, Smiro dialoga con ERP, MES e WMS esistenti senza sostituirli e si adatta ai flussi e alle infrastrutture dell’impresa invece di richiederne la riprogettazione.

Per oltre trent’anni l’industria ha digitalizzato ordini, contabilità, produzione, clienti e fornitori, mentre gli oggetti continuavano a vivere nel mondo fisico. Con Smiro abbiamo cercato di chiudere l’ultimo metro della trasformazione digitale: quello tra il dato e l’oggetto.

Con queste parole Giuseppe Brizzo, amministratore di Eldeco Elettronica e ideatore di Smiro, sintetizza la logica del sistema. Brizzo usa il paragone con Google Maps: prima di Google Maps conoscere una città era un vantaggio, e Smiro applica lo stesso principio al magazzino, dove la conoscenza delle ubicazioni non deve più dipendere dalla memoria di chi sa già dove sono le cose.

I risultati dichiarati: produttività e spazio

Eldeco indica tre risultati dai contesti applicativi. Fino al +50% di produttività logistica del personale, un incremento minimo del 40% della capacità spaziale e recuperi fino al 70% dello spazio in presenza di grandi volumi. L’azienda precisa che i valori variano in funzione delle caratteristiche dei materiali e dell’organizzazione del magazzino, quindi vanno letti come intervalli, non come garanzie.

Secondo l’azienda, l’aumento di produttività non deriva da un’intensità di lavoro maggiore, ma dal tempo recuperato su ricerca dei materiali, percorsi inutili, verifiche ripetute e dipendenza dalla memoria individuale. Brizzo ricorda che in magazzino lavorano persone con lingue, culture e abilità diverse, e che lui stesso è dislessico. Per questo il sistema usa codici alfanumerici brevi e riferimenti visivi e sonori per ridurre gli errori di lettura.

Dal magazzino ai dati per il management

Secondo Eldeco, la logica di Smiro non è legata a un settore specifico: cambia ciò che si movimenta, non l’esigenza di governare la disponibilità fisica. Nel chimico-farmaceutico il sistema può supportare la gestione di lotti, ubicazioni e scadenze. Nella GDO e nella distribuzione può aiutare a controllare flussi, immobilizzi e sprechi. Nell’elettronica e nella manifattura la criticità tipica sono migliaia di componenti da reperire e mettere a disposizione della produzione al momento giusto. La stessa logica vale per ricambi, materie prime, semilavorati e prodotti finiti, anche nei magazzini già esistenti.

Dopo circa tre mesi di utilizzo, spiega l’azienda, la base dati raccolta da Smiro può essere analizzata con il supporto dell’intelligenza artificiale. L’analisi mette in relazione quantità, volumi, pesi, indici di rotazione, riordini e percorsi. Per il management, movimentazioni, tempi, rotazioni e anomalie diventano informazioni per capire dove intervenire prima di investire in nuove risorse: prima si capisce come vengono usate quelle già disponibili, poi eventualmente se ne aggiungono altre.

Fonti:

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